DOLLY DO il girotondo

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Dolly Do il girotondo (Museo del Giocattolo Giulio Superti Furga)

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Dolly Do – Arianna Furga (fronte)

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Dolly Do – Arianna Furga (retro)

oggetto: Dolly Do Il Girotondo

genere e carattere: giochi da tavolo

produttore: Furga, Canneto sull’Oglio (MN)

epoca: 1969

materiale: cartoncino

misure: diametro 10 cm

n° inventario: 4185

 

donazione: NOVELLO CRISTINA – Martellago (VE)

 

DESCRIZIONE

Il gioco consiste in 116 dischi: su di un lato è stampata la fotografia di una bambola Furga,
mentre sull’altro è stampato un fiore stilizzato a 8 petali (bianco su azzurro o azzurro su bianco) contornato da cerchi concentrici argento, bianco, azzurro, bianco, argento. Lungo la circonferenza di ciascun disco sono praticati dei piccoli tagli che permettono di incastrare i vari dischi l’uno nell’altro.Dolly Do il Girotondo

Il gioco è pubblicato nel catalogo Furga del 1969, insieme ad altri due che l’azienda cannetese produsse sul finire degli anni ’60 ed i primi anni ’70: Lumirama – moderna versione elettrica del gioco dei chiodini – e G. F. 1 Enciclopedia elettronica (G. F. sta forse per Gioco Furga?) – il giocattolo consiste in una serie di schede perforate sulle quali sono stampate delle domande su un verso e le relative risposte sull’altro; questi cartoncini, contenuti in appositi cassetti, entrano da un lato del “calcolatore” e, grazie ad una serie di leve, escono dall’altro lato con la risposta.

 

Dolly Do è una sorta di gioco delle costruzioni: assemblando tra loro i vari dischi – grazie ai piccoli tagli tratteggiati lungo la loro circonferenza – si possono creare composizioni più o meno ardite. Nel bellissimo dépliant pubblicitario che, presumibilmente, accompagnava il gioco, leggiamo: Dolly Do è “il gioco delle bambole obbedienti”, e con i suoi dischi si possono inventare innumerevoli figure: catene, castelli, file, piramidi, girotondi, torri, casette…

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In realtà, Dolly Do è una fantasiosa forma di pubblicità che Furga mette in atto per promuovere le proprie bambole: sui 116 dischi che compongono il gioco sono stampate le fotografie di bambole Furga, dalle bambole-amiche, ai neonati, alle bambole tradizionali, alle damine. In alcuni casi, l’immagine della bambola si ripete perché cambia il modello dell’abito che essa indossa.

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arianna retro 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nome n. dischi Categoria di bambola
Alessia 1 Bambola tradizionale
Allegra 2 Bambola caratterizzata
Andrea 1 Bambola neonato
Anita 2 Bambola tradizionale
Annina 1 Bambola morbida
Antonella 3 Bambola tradizionale
Antonella 6 Bambola tradizionale
Arabella 2 Bambola morbida
Arianna 9 Bambola caratterizzata
Capriolina 1 Bambola meccanica
Carlino 1 Bambola neonato
Cenerentola 2 Bambola personaggio
Cinzia 1 Damina
Cirillo 6 Bambola caratterizzata
Claudia 2 Bambola caratterizzata
Clementina 1 Damina
Concettina 6 Bambola caratterizzata
Cristina 1 Damina
Dodò 2 Bambola caratterizzata
Donata 1 Damina
Elena 1 Bambola tradizionale
Fabiola 1 Bambola tradizionale
Federica 1 Bambola meccanica
Gigino 1 Bambola meccanica neonato
Giovanni 1 Bambola neonato
Giovannina 1 Bambola neonato
Gisella 1 Damina
Giulia 1 Damina
Guia 1 Bambola tradizionale
Lara 1 Mini-bambola
Laura 1 Mini-bambola
Letizia 1 Bambola tradizionale
Lisa 1 Mini-bambola
Lola 1 Mini-bambola
Lucia 1 Mini-bambola
Lucina 1 Damina
Manon 1 Damina
Mansueto 4 Bambola morbida
Manuela 2 Bambola neonato
Martina 4 Bambola morbida
Mimì 1 Damina
Mimina 1 Bambola neonato
Minù 3 Bambola caratterizzata
Mirella 1 Bambola tradizionale
Nanà 1 Mini-bambola neonato
Natalia 1 Bambola tradizionale
Nicoletta 1 Bambola tradizionale
Ninì 1 Mini-bambola neonato
Novellina 1 Bambola tradizionale
Ombretta 1 Damina
Paciughina 2 Bambola neonato
Paola 1 Bambola tradizionale
Paolotta 2 Bambola neonato
Pierina 1 Bambola meccanica
Poldina 1 Bambola neonato
Pupa 1 Bambola neonato
Rossella 1 Damina
Sandra 1 Bambola tradizionale
Serena 1 Bambola tradizionale
Sheila 1 Bambola amica
Simona 1 Bambola amica
Simonetta 1 Damina
Sonia 1 Damina
Susanna 1 Bambola amica
Sylvie 1 Bambola amica
Teresa 1 Bambola morbida
Valentina 1 Bambola amica
Valeria 1 Bambola tradizionale
Veronica 1 Bambola tradizionale
Virna 1 Bambola tradizionale
Vittoria 1 Bambola amica

 

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Dagli Archivi della Collezione del giocattolo spunta anche una lettera, datata settembre 1969, nella quale si pubblicizza Dolly Do presso i commercianti di giocattoli e li si invita ad esporlo nelle vetrine e all’interno dei negozi: oltre a dare una allegra nota di colore, richiamerà senz’altro molti piccoli nuovi clienti. E per sostenerne il lancio, la Furga mise nelle scatole di ogni bambola prodotta un dischetto-sconto di 100 lire per il suo acquisto. Geniale!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIANNINO

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Foto 1 – Giannino, conservato presso il Museo Civico di Canneto sull’Oglio (Foto di Gianluca Bottarelli, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti

 

 

SCHEDA TECNICA

 oggetto: Bambola

soggetto: Giannino

genere e carattere: bambole caratteriali

produttore: F.I.B.A., Canneto sull’Oglio (Mantova)

epoca: dopo il 1965

materia: testa in vinile morbido, busto e arti in polietilene

misure: altezza cm 45

stato di conservazione: buono

incisioni e/o marchi: nessuno

numero di inventario: 3927

data di acquisizione: 01/11/2014

note descrittive: occhi: in plastica, mobili, con ciglia, colore azzurro; bocca: chiusa,   dipinta; capelli: sintetici, colore rosso

abito: cappello in feltro blu con nastro, casacca pied de poule bianco e blu con fiocco blu e colletto bianco, pantaloni alla zuava, stivali in finta pelle blu come la cintura, calze in cotone blu

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Giannino ne ha combinata un’altra: con una stupenda canna da pescare con la lenza e tutto l’occorrente e che si smonta e diventa un bastone, che mi ha dato mia sorella Virginia1, sono entrato nelle nelle sale del Museo Civico di Canneto sull’Oglio e mi son messo a pigliare le bambole. Quattro sono finite nel mio retino e non so quante altre ne sarei riuscito a prendere se non fossero arrivati i carabinieri.

Abbiamo voluto scherzare anche noi provando a scrivere poche righe di una pagina de Il giornalino di Gian Burrasca per immaginare una visita di Giannino Stoppani alla Collezione del Giocattolo. Ma, fortunatamente per le nostre teche e le nostre bambole, i visitatori che avranno l’occasione di venirci a trovare vedranno solo una bambola di nome Giannino, che si rifà appunto al celebre personaggio Giannino Stoppani, noto a tutti come Gian Burrasca, nato dalla penna di Vamba, pseudonimo di Luigi Bertelli. Il suo romanzo fu scritto nel 1907, pubblicato dapprima a puntate sul Giornalino della Domenica tra il 1907 e il 1908, poi in volume nel 1912.

Foto 2 – Il ritratto di Giannino Stoppani in una vignetta del Giornalino di Gian Burrasca.

Foto 2 – Il ritratto di Giannino Stoppani in una vignetta del Giornalino di Gian Burrasca.

Gian Burrasca è il figlio minore e unico maschio in una famiglia nobile composta da: le tre sorelle Ada, Luisa e Virginia, la mamma e il babbo. Quando compie nove anni riceve in regalo dalla madre un diario, o “giornalino” del titolo, in cui comincia a scrivere tutto ciò che gli capita…. L’azione che viene descritta si svolge in poco più di 5 mesi, da mercoledì 20 settembre 1905 a venerdì 2 marzo 19062.

La bambola, prodotta in vinile dalla ditta F.I.B.A. di Canneto sull’Oglio, è stata inserita nella sezione dedicata ai personaggi della letteratura e della televisione. Veste l’abito che è noto a tutti sin dalla prima pagina del giornalino poiché compare nella nota dei regali avuti finora in occasione del suo compleanno: 2.° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia sorella Ada, ma di questo non me importa nulla, perché non è un balocco3. Ma, anche se a Gian Burrasca questo regalo desta poco interesse, viene subito indossato e rimane uno degli elementi caratteristici del suo personaggio, tant’è che in tutti i disegni del volume il nostro eroe indossa lo stesso abito!

Il romanzo di Vamba ha conosciuto nel tempo una grande fortuna critica, tanto che nel 1943 Sergio Tofano dirige un film intitolato Gian Burrasca mentre, nel 1964, la RAI realizza uno sceneggiato televisivo diretto da Lina Wertmüller con una giovanissima Rita Pavone nei panni di Giannino4.

Ed è dal successo di tale sceneggiato (basti pensare che Rita Pavone guadagnò le vette delle classifiche musicali con la canzone Viva la pappa col pomodoro, cantata spesso con gli stessi abiti del personaggio), che la F.I.B.A. decide di mettere in produzione la bambola.

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Foto 3 e 4 – A sinistra Rita Pavone mentre interpreta Giannino nello sceneggiato televisivo del 1964; a destra la copertina del disco che tra le altre canzoni raccoglie anche Gian Burrasca. (Collezione privata).

La bambola è alta 45 centimetri, ha testa in vinile, mentre il busto e gli arti sono ancora in polietilene soffiato. Non presenta incisioni o marchi, mentre sulla schiena è inserita la voce mamma. Gli occhi azzurri e i capelli rossi cercano di imitare al meglio il personaggio.

L’abito segue fedelmente il Gian Burrasca della televisione: cappello in morbido feltro blu con nastro, la famosa casacca pied de poule bianco e blu con fiocco blu e colletto bianco, i pantaloni alla zuava, gli stivali e la cintura in finta pelle blu, con calze in cotone blu.

La bambola è conservata ancora nella sua scatola in cartone originale, parzialmente integra, e caratterizzata da un disegno nel quale, sotto un cielo azzurro con poche nuvole bianche, si vede un piccolo sentiero che conduce ad una casupola di campagna. Ai lati della strada, incorniciata da fiorellini, troviamo alcuni funghi, una lepre e una ranocchia.

Negli anni seguenti la F.I.B.A. andò in produzione con una linea di bambole denominate I Frugolini, dove l’abito di Gian Burrasca ricompare, indossato stavolta da un maschietto biondo.

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Foto 5 e 6 – A sinistra l’interno della scatola originale con il disegno raffigurante una strada di campagna e a destra il primo piano di Giannino (Foto di Gianluca Bottarelli, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga).

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Foto 7 – Pubblicità della F.I.B.A. con la serie de I Frugolini (Proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga).

Note

 

 

  1. Il giornalino di Gian Burrasca (Giunti Junior, Prato, 2007), p. 7.
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giornalino_di_Gian_Burrasca
  3. Il giornalino …, cit, p. 7.
  4. Lo sceneggiato andò in onda in otto puntate il sabato sera dal 19 dicembre 1964 al 6 febbraio 1965 e ripreso più volte dalla programmazione RAI.

Teste del fortunello

 

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Le due teste di Fortunello conservate presso il museo Civico di Canneto sull’Oglio (Foto di Marco Peron, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga)

 

 

 SCHEDA TECNICA:

 oggetto: teste di bambola

soggetto: Fortunello (Happy Hooligan)

genere e carattere: particolari di bambole non assemblate

produttore: Luigi Furga & C., Canneto sull’Oglio (Mantova)

epoca: anni ‘20 del XX secolo

materia: biscuit

misure: altezza cm. 8

stato di conservazione: ottimo

incisioni: LF. (sul retro in basso)

numero di inventario: 3911

data di acquisizione: settembre 2014

 

NOTIZIE STORICO-CRITICHE:

L’acquisizione di queste teste del personaggio di Fortunello segna un ulteriore passo importante verso la conoscenza della produzione in biscuit della ditta Furga. L’attenzione verso la contemporaneità e l’attualità della fabbrica cannetese è ancora una volta testimoniata con questo oggetto che rappresenta uno dei primi e più importanti personaggi dei fumetti a livello mondiale.

Happy Hooligan fu creato nel 1899 da Frederick Burr Opper e pubblicato nei supplementi domenicali dell’American Journal di New York a partire dall’11 marzo del 1900. In Italia venne conosciuto nel 1910 con il nome di Fortunello, grazie alle pubblicazioni all’interno del Corriere dei Piccoli. Il personaggio è un vagabondo di origini irlandesi, caratterizzato da un abbigliamento trasandato e da un barattolo rosso sulla testa calva che, nonostante subisca perennemente delle ingiustizie, non perde mai il suo sorriso e il suo ottimismo (infatti Happy, significa felice). “Nonostante il suo nome, Fortunello è sempre perseguitato dalla sfortuna, che spezza sul nascere ogni suo entusiasmo per qualche buona idea o iniziativa

 Il personaggio Happy Hooligan creato da Opper e pubblicato

Il personaggio Happy Hooligan creato da Opper e pubblicato sull’American Journal di New York (http://homines.com/comic/comic_01/index.htm)

per sbarcare il lunario. Fortunello è generoso e non perde occasione per aiutare le persone in difficoltà, così succede che in compagnia del suo cane Flip, un giorno calci via un petardo che un ragazzino aveva posizionato alle spalle di un poliziotto. Nel momento in cui il poliziotto ringrazia Fortunello, Flip riporta indietro il petardo facendo saltare in aria il poliziotto, che naturalmente se la prende con Fortunello riempiendolo di botte e portandolo in prigione. Nel corso delle sue disavventure, Fortunello, spesso viene accompagnato dai suoi tre nipoti (vestiti come lui, con tanto di lattina sulla testa) che in Italia furono anch’essi ribattezzati con il nome di Fortunelli, archetipi dei classici nipoti dei fumetti come Tip e Tap, Qui, Quo e Qua e tanti altri.

In un altro episodio troviamo Fortunello, che per guadagnare qualche soldino accetta di fare da assistente ad un equilibrista del circo, che lo dovrà sollevare con i suoi piedi mentre Fortunello è seduto sulla sedia. La sera dello spettacolo, i Fortunelli sono orgogliosi del loro zio protagonista di quel numero, ma quando Fortunello si gira per salutarli, sbilancia l’acrobata e gli cade addosso, provocando le sue ire.

Un personaggio di spicco è senza dubbio la mula dispettosa Checca (Maud nell’originale americano), che nel corso degli anni riscosse un notevole successo, tanto da conquistarsi nel 1904 delle strisce a fumetti tutte dedicate alle sue esilaranti imprese. La sua caratteristica è quella di scalciare il malcapitato di turno con le zampe posteriori, che il più delle volte sono Ciccio e Ciccia (Slocum e Mirandy nell’originale americano) l’anziana coppia di coniugi proprietari della mula.

Inizialmente Fortunello veniva rappresentato, come un omino magro e basso di statura, ma nel corso degli anni la sua figura si è viva via caratterizzata diversamente, come un tipo alto, dal viso simile ad un clown e dalla giacca verde a quadri. Talvolta viene accompagnato da suo fratello Gloomy Gus, anch’egli vagabondo ma di gran lunga più fortunato e furbo di lui e da Montmorency. Happy Hooligan è fidanzato con Suzanne, con la quale si sposerà nel 1916 e darà alla luce un figlio identico a suo padre.

Altri personaggi caratteristici di questa serie sono i due strampalati e cerimoniosi Alphonse e Gaston, una esilarante coppia comica francese. Caratterizzati da uno strano cilindro per cappello e da una notevole differenza di altezza, i due rimangono delle ore a farsi inchini e riverenze reciproche con le frasi: “Dopo di te, Alphonse.” “No, prima tu mio caro Gaston!”

Opper continuò a disegnare e a pubblicare i fumetti di Happy Hooligan e della mula Maud fino al 14 agosto del 1932, quando dovette interrompere a causa di un forte abbassamento della vista. I fumetti per l’epoca furono molto innovativi, dal momento che furono fra i primi ad utilizzare costantemente i baloon, mentre prima (vedi la camicia di Yellow Kid) i dialoghi venivano scritti un pò dovunque. La fama di Fortunello fu così importante, che si pensa abbia ispirato la figura di Charlot (the Tramp), il famoso personaggio vagabondo di Charlie Chaplin” (Nota 1).

Ettore Petrolini nei panni di fortunello

Ettore Petrolini nei panni di Fortunello (http://www.burcardo.org/mostre/ petrolini/fortunello.asp)

In Italia solamente nel 1915 Fortunello venne inserito nella rivista Zero meno zero di Luciano Folgore insieme ad altre macchiette del repertorio di Petrolini. Il personaggio ebbe subito un grande successo e suscitò l’entusiasmo dei Futuristi. Filippo Tommaso Marinetti definì Fortunello «il più difficilmente analizzabile dei capolavori petroliniani», esaltandone il «ritmo meccanico e motoristico» ed il «teuff-teuff martellante all’infinito assurdità e rime grottesche». La macchietta fu più tardi ripresa anche nel film Nerone di Alessandro Blasetti (1930). (Nota 2)

L’enorme successo del fumetto si trasformò in una vasta produzione di giocattoli in diversi materiali, soprattutto americani, che ritraggono Happy Hooligan nelle più svariate situazioni. Gli anni di produzione coincidono con il periodo di pubblicazione delle strisce. In Italia si conosce un giocattolo di latta prodotto dalla I.N.G.A.P. di Padova dove Fortunello è alla guida di un carretto tirato dalla mula Checca, databile agli anni ‘30 del XX secolo.

Le teste in biscuit entrate ora nella Collezione del Giocattolo del Museo Civico di Canneto sull’Oglio rappresentano uno dei primi esempi in Italia della volontà di commercializzare un giocattolo che rappresentasse le gesta di Fortunello. L’attribuzione alla fabbrica cannetese è attestata dal marchio inciso sulla nuca delle stesse teste dove la lettera L di Luigi s’interseca con la F di Furga. Il marchio si conclude con un piccolo punto forse a suggerire l’abbreviazione. Furono sicuramente realizzate negli anni ‘20 del XX secolo (ndr, comunque dopo il 1922), periodo in cui era attiva la produzione della ceramica Furga produttrice di teste per bambole. Al momento non abbiamo notizie circa il corpo e se mai lo stesso giocattolo entrò in produzione.

 

Note:

  1. http://www.cartonionline.com/personaggi/fortunello_happy-hooligan.htm
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Fortunello

 

Il marchio LF inciso sulla nuca

Il marchio LF inciso sulla nuca (Foto di Marco Peron, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga)

 

 

Giocattolo americano prodotto negli anni '20/'30 del XX secolo

Giocattolo americano prodotto negli anni ’20/’30 del XX secolo, (http://www.oldtoys.com)

Giocattolo americano prodotto negli anni '20/'30 del XX secolo

Giocattolo americano prodotto negli anni ’20/’30 del XX secolo, (http:// www.liveauctioneers.com)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fortunello guida il carretto ytirato dalla mula Checca, I.N.G.A.P. (Padova), anni '20 del XX secolo

Fortunello guida il carretto tirato dalla mula Checca, I.N.G.A.P. (Padova), anni ‘30 del XX secolo (http://www.historytoy.com/Ingap-Carriages-happy-hooligan)

BORIS

Foto 1 – Bambola Boris conservata presso il Museo Civico di Canneto sull’Oglio (Foto di Gianluca Bottarelli, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga)

Foto 1 – Bambola Boris conservata presso il Museo Civico di Canneto sull’Oglio
(Foto di Gianluca Bottarelli, proprietà Museo Civico di Canneto sull’Oglio, Collezione del Giocattolo Giulio Superti Furga)

 

SCHEDA TECNICA:

 

oggetto: bambola

soggetto: Boris

genere e carattere: bambole caratteriali

produttore: Luigi Furga & C. Canneto sull’Oglio (Mantova)

epoca:  dopo il 1953 ed entro il 1960

materia: composizione e polistirolo

misure: altezza cm 45

stato di conservazione: buono

incisioni e/o marchi:   /

numero di inventario: 3926

data di acquisizione: novembre 2014

note descrittive occhi: marrone chiaro, mobili; bocca: chiusa; capelli: biondi, sintetici;

abito: colbacco nero e rosso in velluto e feltro, gilet in feltro rosso con fiori dipinti sul fronte, pantaloni alla zuava in velluto a coste grige, camicetta in cotone bianco con quattro bottoncini rossi, cintura in finta pelle beige, stivali in vernice rossa.

NOTIZIE STORICO-CRITICHE:

Foto 2 – Boris, dal Catalogo Furga del 1953  (Archivio del Museo Civico di Canneto sull’Oglio)

Foto 2 – Boris, dal Catalogo
Furga del 1953
(Archivio del Museo Civico di Canneto sull’Oglio)

Tra le ultime acquisizioni dell’Associazione Gruppo del Giocattolo Storico – ed ora visibile  nelle vetrine del Museo Civico – ci sembra doveroso segnalare questa bambola dal caratteristico costume russo e che porta il nome di Boris. Presso lo stesso Museo, nell’Archivio dei documenti, è conservato un catalogo1 cartaceo della ditta Furga risalente ai primi anni Cinquanta del secolo scorso. Si tratta di una cartella in cartoncino dalle ali pieghevoli, contenente numerosi fogli singoli stampati tipograficamente e illustrati talvolta da una fotografia di bambole, talaltra da un disegno colorato ad acquerello, con riportata la descrizione delle diverse produzioni.

La bambola Boris è raffigurata in questo catalogo: sullo stesso foglio troviamo anche la bambola Katiuska – anch’essa in abito che ricorda lo stile russo – oltre a due altre di foggia orientale: Mandarino e Butterfly; fanno parte di una serie di undici bambole, tutte realizzate con abiti regionali.

Piuttosto curiosa la descrizione che su questo foglio viene fatta delle quattro bambole illustrate: Corpo in materiale infrangibile alt. cm. 43. Testa girevole, occhi dormienti con ciglia, caratteristiche somatiche, razziali capelli fini2. Anziché definire le bambole in base all’abito regionale che indossano, si preferisce porre l’accento sulle loro peculiarità somatiche; e, laddove si illustra il materiale infrangibile usato per la produzione, si omette che si tratta di composizione per la testa e il busto, e dell’innovativo (naturalmente per i tempi) polistirolo per gli arti.

Il termine composizione (o compo) viene generalmente utilizzato per definire mescolanze di materiali diversi: pasta di legno,  scarti di carta, colla, gesso e altri materiali. Nella

Foto 3 – Pagina del Catalogo Furga del 1953 con le altre bambole “razziali”  (Archivio del Museo Civico di Canneto sull’Oglio)

Foto 3 – Pagina del Catalogo Furga del 1953 con le altre bambole “razziali”
(Archivio del Museo Civico di Canneto sull’Oglio)

produzione delle aziende cannetesi abbiamo due tipi di composizioni: il pastello ed il colaggio, entrambi comunque con caratteristiche molto simili. Il polistirolo, invece, è un materiale sintetico: a forma di granuli, veniva immesso in una macchina sulla quale era montato uno stampo – diviso in due metà – nel quale vi erano le impronte del corpo, della testa o degli arti che si intendevano produrre. I granuli di polistirolo venivano riscaldati elettricamente fino al punto di rammollimento: la pasta così ottenuta veniva spinta con grande pressione nella cavità degli stampi per mezzo di un cilindro iniettore o di una coclea. Dopo una pausa di raffreddamento, i pezzi così prodotti venivano espulsi dallo stampo e, trattandosi di due metà, dovevano essere uniti. Per questa operazione si utilizzava un collante a base di polistirolo sciolto con un diluente; quindi si procedeva  alla limatura ed alla raschiatura dei punti di giunzione.

Tornando al Catalogo a fogli mobili di cui si diceva, la bambola in questione è descritta al numero 43 come BORIS – Costume russo con ampi calzoni morbidi. Stivaloni uso pelle. Cinturone. Casacca in feltro con ricchi dipinti a mano che ricopre la camicia in taffetas guarnito. Kolbak.3.

Nel 2012, al Museo Nazionale delle Arti di Roma, una mostra dal titolo L’abito popolare russo ha evidenziano in modo esemplare due secoli di storia nell’abbigliamento di quella regione. Ecco la descrizione degli abiti maschili russi che si fa nella ricerca che corredava la mostra:

Il completo maschile era composto da camicia, pantaloni, cintura, calzature di pelle e di tiglio, e copricapo. La camicia era a forma di tunica, lunga fino al ginocchio. Era legata in vita con una cintura. Le maniche erano lunghe fino alle dita. Il colletto era costituito da una fettuccia sollevata che si chiudeva con un bottone. Sulle spalle stavano delle inserzioni, polik, rossi nelle camicie festive. Il tessuto utilizzato era lino o canapa, di colore bianco o a quadretti multicolori.

Foto 4 – Scena teatrale con balletto cosacco in abiti tradizionali           (http://angela--angela.blogspot.it/2007/02/cosacchi.html)

Foto 4 – Scena teatrale con balletto cosacco
in abiti tradizionali
(http://angela–angela.blogspot.it/2007/02/cosacchi.html)

I pantaloni, corti, erano costituiti da due stretti calzoni uniti tra loro da un’inserzione rettangolare. Erano lunghi appena sotto al ginocchio, dal momento che andavano infilati dentro gli stivali o ricoperti con le pezze da piedi. Erano sostenuti da una cintura di corda fatta passare nella piega dell’orlo superiore. Verso la fine del XIX secolo  viene introdotta la cintura con fibbia. La decorazione consisteva in una riga longitudinale.

Il copricapo era obbligatorio. Il capo veniva scoperto solo al cospetto di anziani e nobili in segno di rispetto e ubbidienza. Nelle stagioni miti si usavano cappelli di feltro, fatti di lana di pecora, di colore nero, marrone o grigio-bianco. In inverno si portavano copricapi pesanti di pelliccia, velluto, feltro, con l’interno foderato di pelliccia o imbottito di piume4   

Come potete vedere, queste caratteristiche si sposano bene con l’abbigliamento del nostro Boris, anche se la foto 4 ci fa pensare che il suo abito possa essere un costume tradizionale cosacco, anziché russo, sia per la somiglianza della foggia che nel colore delle stoffe5.

Ad ogni modo, il tutto sta ad indicare l’estrema meticolosità che la Furga poneva nelle sue produzioni: la realizzazione di questo abito testimonia dunque un’attenzione alla storia e alla cultura di quel popolo che fa onore alla storica azienda cannetese e alle sue modelliste.

Per concludere questa scheda, rimane da sottolineare un’importante connotazione artistica che, oltre ad essere servita per la datazione del catalogo sopraccitato, fornisce un ulteriore valore alla qualità della produzione Furga. La cartella in cartoncino rigido che contiene le varie schede del Catalogo Furga di cui abbiamo parlato è impreziosita, sulla copertina, dal ritratto della bambola  Tilly che si specchia in una psiche dalle colonnine in legno tornito. La riproduzione in acquerello, datato 1953, è opera di Aldo Raimondi (n. Roma, 1902 – m. Milano, 1997), noto artista italiano specializzato nell’illustrazione e nella pittura ad acquerello. Secondo una testimonianza orale raccolta negli anni ‘80 del secolo scorso, questo disegno riprenderebbe un quadro che effettivamente la famiglia Furga commissionò al famoso artista6.

Ci troviamo quindi di fronte ad un’ulteriore prova di come la Furga sia sempre stata attenta alla qualità delle proprie produzioni, ma soprattutto all’arte, alla cultura, alla moda del mondo che la circondava, arrivando a commissionare ad un illustratore come Aldo Raimondi (sue erano le copertine de La Domenica del Corriere), il ritratto di una propria bambola7 .
ING

 

NOTE:

 

  1. Catalogo “bambole FURGA”, 1953 (Archivio del Museo Civico di Canneto sull’Oglio, n. inv. 787)
  2. Ibidem
  3. Ibidem
  4. http://www.goleminformazione.it/articoli/abiti-tradizionali-russi-al-museo-nazionale-delle-arti-di-roma
  5. http://angela–angela.blogspot.it/2007/02/cosacchi.html
  6. Paola Beretta in un’intervista orale al commendatore Giulio Superti Furga.
  7. http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Raimondi_%28pittore%29
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